In questi giorni sono accadute alcune cose. Normalmente svolgo la mia sessione di 30 minuti di qi gong ascoltando Radio Popolare. Stamattina la stavo ascoltando in occasione del Black Friday, un usanza che viene dagli Stati Uniti che consiste nel praticare sconti in questo giorno del venerdì, in special modo on line ma anche in negozi, supermercati o centri commerciali. Seguivo una trasmissione a microfoni aperti, si telefonava e chiunque poteva esprimere proprie opinioni sul Black Friday. Ma sorprendentemente, Radio Popolare è un ' emittente radiofonica che ha un bacino molto di sinistra, anche radicale, se vogliamo, la maggior parte degli ascoltatori si sono detti a favore del Black Friday e non l'hanno tacciata come l'ennesima trovata consumistica che l'eterna sudditanza leccaculistica nei confronti degli States ci impone, ma come un'occasione di fare shopping e risparmiare. Ovviamente dopo l'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti questo è uno dei numerosi segnali che stiamo andando alla deriva e che il messaggio rossoverde ambientalista che suggerisce un acquisto non compulsivo ma in funzione dell'effettiva utilità ,è un pensiero da archiviare nelle segrete stanze dei musei della paleontologia marxista. Naturalmente le nuove generazioni, potrei dire anche a giusta logica, reclamano la loro parte di shopping compulsivo, di marketing onanistico, che è quella compulsione psicoattiva che ti spinge a comprare qualsiasi cosa nel tentativo disperato di farti del bene, se non addirittura di godere, che si spegne in un deludente cupio dissolvi un minuto dopo che sei passato dalla cassa. Ma la sorpresa viene dagli ultra sessantacinquenni, che in massa hanno chiamato per declinare la loro passione per l'on line , non foss'altro perchè li libera dallo stress della adunate oceaniche dei centri commerciali. Fatte queste considerazioni, appare chiaro come i miei (ma anche di molti altri persino più autorevoli)ragionamenti anticonsumistici, la mia adesione alla decrescita felice, i miei discorsi pregni di filosofia buddhista sulla felicità che deriva dal disfarsi delle cose cercando di vivere con l'essenziale e portando, per questo, ad un livello di reattività estrema la propria mente, rischino di impinguare l'ennesima incartata di chiacchiere da salotto. Parlare di responsabilità nei confronti delle generazioni future, a questo punto, è qualcosa che si sbriciola persino davanti all'esperienza e alla consapevolezza delle generazioni passate. Le quali reclamano per sè una comodità che, se ne freghino a meno, ma lo devono sapere,ricadrà su chi gli succederà.
Oggi sono uscito per comprare qualche sciocchezzuola , come si direbbe usando un termine decurtisiano,in giro per centri commerciali, fra Decathlon e Carrefour..ebbene per comprare quattro imbecillate( devo andare a trovare mia nipote e di sicuro parlo a gente informata dei fatti, una nipote puo' essere una miniera di consumismo fine a se stessa) ci ho messo più di quattro ore. Le casse automatizzate con il touch screeen ti impongono gesti non deduttivissimi che ti fanno pensare che per risparmiare sul personale le aziende ti assumono come autocassiere, davanti in fila c'era in tutte e due i casi un anziano che ho dovuto aiutare (lavorando per lui-ma questa parte non mi ha disturbato), poi ho passato le carte di fidelizzazione che danno diritti agli sconti del Black Friday, poi il bancomat. Poi la cassiera non riusciva a togliere un dvd dalla scatola antifurto in cui era rinchiuso, ed ha chiamato una capocassiera, la quale ha girato tra una decina di casse(questo nello sopecifico è accaduto al Carrefour), insomma tutte cose che alla fine spingono la gente ad acquistare online. Finiremo per starcene tutti a casa al computer a ordinare merce per altri, linee erotiche commerciali, webcam erotiche commerciali, una cosa del genere. E i massaggi cinesi saranno a gettone sperando solo che non ti capiti la mano di Edward Mani Di Forbice.
La morale è che anche se non nutro nessuno speranza circa un rinsavimento delle masse su un uso non smodato compulsivo e sconsiderato dell'acquisto, non è un buon motivo per non continuare a considerarlo deprecabile. E a non praticare l'anticonsumismo militante. Stando attenti, pero', a non esagerare per versi opposti. Sarebbe intollerabile far vivere i propri figli come Unabomber. Ma sarebbe altrettanto intollerabile non educarli ad un consumo responsabile. Se non sarà sufficiente salvare il pianeta, farà stare bene noi stessi.