venerdì 25 novembre 2016

Il consumismo è la vera religione del nostro tempo.

In questi giorni sono accadute alcune cose. Normalmente svolgo la mia sessione di 30 minuti di qi gong ascoltando Radio Popolare. Stamattina la stavo ascoltando in occasione del Black Friday, un usanza che viene dagli Stati Uniti che consiste nel praticare sconti in questo giorno del venerdì, in special modo on line ma anche in negozi, supermercati o centri commerciali. Seguivo una trasmissione a microfoni aperti, si telefonava e chiunque poteva esprimere proprie opinioni sul Black Friday. Ma sorprendentemente, Radio Popolare è un ' emittente radiofonica che ha un bacino molto di sinistra, anche radicale, se vogliamo, la maggior parte degli ascoltatori si sono detti a favore del Black Friday e non l'hanno tacciata come l'ennesima trovata consumistica che l'eterna sudditanza leccaculistica nei confronti degli States ci impone, ma come un'occasione di fare shopping e risparmiare. Ovviamente dopo l'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti questo è uno dei numerosi segnali che stiamo andando alla deriva e che il messaggio rossoverde ambientalista  che suggerisce un acquisto non compulsivo ma in funzione dell'effettiva utilità ,è un pensiero da archiviare nelle segrete stanze dei musei della paleontologia marxista. Naturalmente le nuove generazioni, potrei dire anche a giusta logica, reclamano la loro parte di shopping compulsivo, di marketing onanistico, che è quella compulsione psicoattiva che ti spinge a comprare qualsiasi cosa nel tentativo disperato di farti del bene, se non addirittura di godere, che si spegne in un deludente cupio dissolvi un minuto dopo che sei passato dalla cassa. Ma la sorpresa viene dagli ultra sessantacinquenni, che in massa hanno chiamato per declinare la loro passione per l'on line , non foss'altro perchè li libera dallo stress della adunate oceaniche dei centri commerciali. Fatte queste considerazioni, appare chiaro come i miei (ma anche di molti altri persino più autorevoli)ragionamenti anticonsumistici, la mia adesione alla decrescita felice, i miei discorsi pregni di filosofia buddhista sulla felicità che deriva dal disfarsi delle cose cercando di vivere con l'essenziale e portando, per questo, ad un livello di reattività estrema la propria mente, rischino di impinguare l'ennesima incartata di chiacchiere da salotto. Parlare di responsabilità nei confronti delle generazioni future, a questo punto, è qualcosa che si sbriciola persino davanti all'esperienza e alla consapevolezza delle generazioni passate. Le quali reclamano per sè una comodità che, se ne freghino a meno, ma lo devono sapere,ricadrà su chi gli succederà.

Oggi sono uscito per comprare qualche sciocchezzuola , come si direbbe usando un termine decurtisiano,in giro per centri commerciali, fra Decathlon e Carrefour..ebbene per comprare quattro imbecillate( devo andare a trovare mia nipote e di sicuro parlo a gente informata dei fatti, una nipote puo' essere una miniera di consumismo fine a se stessa) ci ho messo più di quattro ore. Le casse automatizzate con il touch screeen ti impongono gesti non deduttivissimi che ti fanno pensare che per risparmiare sul personale le aziende ti assumono come autocassiere, davanti in fila c'era in tutte e due i casi un anziano che ho dovuto aiutare (lavorando per lui-ma questa parte non mi ha disturbato), poi ho passato le carte di fidelizzazione che danno diritti agli sconti del Black Friday, poi il bancomat. Poi la cassiera non riusciva a togliere un dvd dalla scatola antifurto in cui era rinchiuso, ed ha chiamato una capocassiera, la quale ha girato tra una decina di casse(questo nello sopecifico è accaduto al Carrefour), insomma tutte cose che alla fine spingono la gente ad acquistare online. Finiremo per starcene tutti a casa al computer a ordinare merce per altri, linee erotiche commerciali, webcam erotiche commerciali, una cosa del genere. E i massaggi cinesi saranno a gettone sperando solo che non ti capiti la mano di Edward Mani Di Forbice. 


La morale è che anche se non nutro nessuno speranza circa un rinsavimento delle masse su un uso non smodato compulsivo e sconsiderato dell'acquisto, non è un buon motivo per non continuare a considerarlo deprecabile. E a non praticare l'anticonsumismo militante. Stando attenti, pero', a non esagerare per versi opposti. Sarebbe intollerabile far vivere i propri figli come Unabomber. Ma sarebbe altrettanto intollerabile non educarli ad un consumo responsabile. Se non sarà sufficiente salvare il pianeta, farà stare bene noi stessi.

sabato 27 agosto 2016

Yoga, ben vivere,pizza, niente giornali, libri si e molti, melatonina, abolizione o quasi della tv

Ho ripreso yoga, da un po' di tempo. Sento che mi fa molto bene. Credo che il segreto dello yoga consista nel fatto che per tenere le posture nella loro fissita' per vari minuti ti costringe a respirare bene. E credo anche  che non saper respirare  sia uno dei problemi fondamentali alla base del male di vivere di noi occidentali. Faccio tutti i giorni almeno 20 minuti , oppure trenta di yoga. Un giorno saluto al sole varie volte, posture in piedi e concludo ancora con saluto al sole. Il giorno dopo posture a terra precedute e seguite , sempre dal saluto al sole. Sorta di toccasana universale da eseguire all'inizio e alla fine di ogni sequenza.

Forse non vivro' piu' di altri, ma vorrei, per quel tempo che mi sara' concesso dalla natura, farlo bene. Per cui retta alimentazione, retto movimento, retto parlare, retto scrivere, retto comportarsi con gli altri e retta vita sessuale. Mangio tanti pomodori, in insalate con mais, ho notato che mi fanno bene, bevo molta acqua, bevo un bicchiere di vino rosso due o tre volte alla settimana, non fumo e oltre allo yoga , cammino molto. Camminata veloce di 30/40 minuti, al parco vicino a casa. Compro i pomodori dal Lidl e anche il mais, li trovo squisiti e al parco ci vado quando ho tempo libero. Costi di queste operazioni, ridottissimi.


Continuo a farmi la pizza da me, ho trovato una pasta da stendere al Lidl meno costosa di quella dell'Esselunga, anche se piu' sottile. Non devo fare altro che stenderla su una teglia, e farcirla a piacimento. La metto nel forno ed  in venti minuti e' pronta.La pizza mi dura due o tre giorni e la consumo piano piano a pezzetti, anche fredda.


Cerco di scrivere cosa svariate, sia per mantenermi in esercizio, sia per allenarmi ad una maggiore duttilita' mentale, leggo molti libri, a volte contemporaneamente. Al lavoro in pausa, Glamorama, di Bret Easton Ellis, sul comodino del mio letto matrimoniale ho "La scuola della carne", di Mishima e "Gli anni" , di Virginia Woolf. Un mio caro collega di lavoro che di mestiere avrebbe fatto il filologo, se questa societa' ingiusta in cui viviamo glielo avesse concesso mostrandosi per una volta prodiga , mi ha detto una volta che non e' peccato lasciare la lettura di un libro che non ti sta entusiasmando , perche' abbiamo cosi poco tempo da vivere che non possiamo sprecarlo a leggere cose che non ci piacciono. Sicuramente ha ragione, ma io voglio leggere anche le cose che non mi piacciono perche' sono curioso di scoprire sin dove un autore riesce a spingersi per ingannare la musa dell'arte a buon pro  del successo commerciale. Sto parlando di Glamourama. I giornali ho cessato di acquistarli e non mi mancano per niente. Non sono altro che la traduzione cartacea della banalita' commerciale  e commerciante dell'informazione televisiva.


Ultimo e non solo per importanza, sto cercando si riposare di piu' e meglio. Credo che riposare , dare ristoro al corpo e alla mente, stimolandola, attraverso l'attivita' onirica, a pensare attraverso la forma filmica dei sogni, ci consenta di vivere meglio la vita da svegli. Sto provando la melatonina. E sino ad ora i risultati sono ottimi. E' un prodotto naturale, che dovremmo produrre noi stessi, solo che ad una certa eta' ne produciamo di meno. Quindi in questo modo, assumendone un po' in pillole, la reintegro.

La tv l'ho quasi abolita, ad eccezione che per i film e lo sport. Alla larga notizie o approfondimenti tramite talk show televisivi.

lunedì 29 febbraio 2016

Street workout, pizza all'Esselunga, Esperanto

Street workout [allenamento di strada]

Umberto Eco, buonanima, aveva ragione quando diceva che i social network erano la palestra degli imbecilli, piu' o meno mi pare si esprimesse cosi, ma non si e' mai sognato di dire che internet fosse un fenomeno negativo. Si certo il sapere sbocconcellato non e' il massimo, ma internet permette , nel marasma di egotismi che sgomitano per emergere sparandola piu' grossa, di cercarsi anche scappatoie interessanti. Su youtube infatti ho appreso della nascita di una nuova disciplina, la street workout, esercizi che si eseguono per strada nei parchi, utilizzando le barriere architettoniche che da ostacoli divengono cosi attrezzi utilizzabili per fare trazioni, piegamenti e panchine che divengono panche dove allenare addominali e farli diventare d'acciaio. E tutto questo senza spendere un centesimo di euro. Certo ci vuole una cognizione minima di quello che si sta facendo, ma una volta acquisita la base si possono eseguire delle routine all'aria aperta e soprattutto, gratuitamente, che ti permettono di scolpirti un fisico da urlo ma anche solo semplicemente, che e' questo il mio obbiettivo, restare in forma a costo zero. Grazie a internet quindi si diffonde, in tempi di crisi, questa moda benefica della street workout, per cui ci si da' convegno in parchi o anche luoghi periferici adatti allo scopo con altri neoadepti di questa disciplina, dando luogo persino a forme di socializzazione nutrite di scambi di esperienze e nascite di nuove amicizie impensabili. Fumo negli occhi per i mafiosi della palestra a tutti i costi e dei personal trainer superpagati, che, se accettano di vivere in una logica capitalista, del capitalismo devono anche accettare di confrontarsi con il concetto di libera concorrenza. 


Pizza dell'Esselunga
La seconda questione del capitolo seguente riguarda il risparmio alimentare senza inficiare la qualita' di cio' che si mangia. Ora mi giunge notizia che all'Esselunga viene venduta una pasta lievitata per pizza che basta stendere su una telglia, farcire di pomodori pelati , mozzarella e quant'altro e lasciare in cottura a 220 gradi una ventina di minuti per avere pizza da libitum per due o tre giorni. Costo di questo vassoietto di pasta per la pizza, due euro. Ora se pensiamo che acquistare un semplice trancio di pizza, seppur spessa e alta, costa 3,50 euro, e il consumo si limita ad una serata, vedete bene che l'opzione pizza dell'Esselunga vale la pena di gran lunga.


Esperanto
Andando alla presentazione di un libro scritto tra l'altro da Pina Pinelli, ho appreso che Pino Pinelli, anarchico che fu suicidato accusato ingiustamente della strada di Piazza Fontana nel '69, era un amante dell'Esperanto, primo tentativo di lingua universale per comunicare con gente di altri paesi del mondo. Successivamente ho approfondito l'argomento apprendendo che questa lingua fu inventata da un oftalmologo polacco di origine ebraica di nome Zamenohf e che questa lingua simile al latino o alle lingue romanze e con regole grammaticali abbastanza semplici, ha un ampio bacino di diffusione. Naturalmente non tanto grande da contrastare la diffusione dell'inglese, lingua che ci impongono di imparare perche' lingua dei mercati. Ora ho scoperto che in internet ci sono vari siti dove si puo' imparare questa lingua universale in breve tempo, con esercizi deduttivi e divertenti. In particolare c'e' un sito "it.lernu.et" dove iscrivendosi gratuitamente si possono fare una marea di esercizi fino ad acquisire una buona padronanza di questa lingua. Che cosa c'entri tutto questo con un testo sul vivere armonizzando le proprie economie di scala ve lo spiego subito: consideriamo che imparare l'inglese crea un disagio solo a paesi non anglossassoni ed e' problematico e soprattutto costoso per popoli che parlano lingue neolatine, penso che sia piu' vantaggioso imparare gratis su internet[corsi di inglese gratuiti seri come questo di esperanto che ho trovato non ce ne sono] l'Esperanto, che l'inglese a pagamento...perche' lo stress psichico provocato dall'ingiustizia che ci siano popoli che non devono fare alcuno sforzo per imparare una lingua che tutti usano per comunicare per affari puo' essere di gran lunga compensato dalla benefica sensazione di imparare una lingua che mette tutti i popoli sullo stesso piano di partenza. E che gli anglosassoni che hanno acquisito questa consapevolezza e che studiano l'Esperanto sono di gran lunga i migliori esemplari di correttezza umana ed esistenziale con cui conviene confrontarsi. Spremersi le meningi tutti insieme innesca un circuito di solidarieta' che taglia di netto in partenza l'idea di sfruttamento degli altri , introducendo di per se' quella di collaborazione solidale.  E tutto questo fa risparmiare, armonizza le nostre economie individuali di scala.