sabato 14 novembre 2015

Lo sport in tempi di crisi

Tutti dovrebbero constatare che il movimento fa bene. Lo sport aiuta a vivere piu' sani e piu' forti e migliora la salute persino mentale. Ma vivo in un paese dove a scuola praticamente non si fa sport . Ricordo che ai miei tempi, ho or ora 50 anni, l'educazione fisica si faceva all'ultima ora e si cercava di non sudare per non andarsene a casa bagnati e impiastricciati e a dir poco odorosi. Quando si faceva alla penultima ora si raccontavano le barzellette per non restare poi in classe sudati l'ultima ora dando vita al festival delle imitazioni degli odori dei formaggi fermentati. Quindi in questo paese, l'Italia, che rifornisce l'Unione Europea di non so quanti miliardi mentre le scuole si devono comprare la carta igienica, lo sport e' ad appannaggio dei privati. In altre parole, anziche' essere inserito nel prontuario degli obblighi scolastici con largo uso di costruzioni di palestre con docce nel plessi scolastici, lo sport viene lasciato alla gestione e anche, vale la pena dirlo, molto spesso, al business, per non dire alla speculazione. Per cui un profluvio di palestre iperattrezzate colme di personal trainer che non trovano lavoro a scuola come insegnanti di sport-e lo vorrebbero-e' sorto offrendo una miriade di abbonamenti che soddisfino le esigenze temporali un po' di tutte le categorie, dalle casalinghe alle impiegate alle commesse ai manager etc. Vi lascio immaginare, questo il motivo di questo pezzo, quanto incida sul bilancio familiare, ogni mese, la retta per la palestra. Io per quanto mi riguarda, anni fa, avevo frequentato un corso di yoga. Pagavo 10 euro a lezione, in nero[ma va?] ed ho frequentato le lezioni, ero allora gia' in quel di Milano, fintanto che non ho appreso tutte le posture principali che riuscivo a fare e come farle. Dopo di che ho continuato per conto mio. Ancora oggi pratico yoga quasi tutti i giorni, perche' questa e' una disciplina che richiede uno studio personale da compiere quotidianamente. Inoltre lavorare molto sulla respirazione per tenere le posture piu' a lungo possibile   educa la volonta' indicandoti la via per stare meglio in salute, suggerendoti, di volta in volta, quasi il corpo fosse programmato come un computer dalla respirazione e dalle sensazioni di benessere che ne derivano, cosa e quanto mangiare. Lo yoga mi ha insegnato che spesso mangiamo per noia, per stress, per abitudine. Concepiamo il cibo come un premio dopo una dura giornata di lavoro, o ci abbuffiamo in quegli stupidi megaristoranti cinesi dove puoi mangiare tutto quello che vuoi e in quantita' illimitate ad un prezzo fisso, sempre per premiarci, perche' il cibo e' la droga dei poveri. Il cibo e' nutrimento per il corpo e, certo, e' anche un piacere. Ma quanto e' bello assaporarlo e alzarsi da tavola con ancora un po' di appetito che conserviamo per un nuovo convivio?
Quindi per tornare al tema di questo libro, non e' necessario frequentare palestre e spendere soldi per fare sport e sentirsi bene. Basta farlo lo stretto indispensabile per apprendere le tecniche oppure mettersi tuta e scarpe e andare a correre,. O comprarsi una bicicletta e andare a correre su strade poco trafficate o piste ciclabili. Ne guadagnerete in salute e il vostro conto in banca restera' solido. A quanti dichiarano di non avere la volonta' di allenarsi da soli o per conto proprio, posso suggerire ci andare a correre con altri amici o anche di andare in bici in compagnia e , addirittura, di fare yoga insieme. Chi avra' appreso le tecniche le insegnera' gratuitamente agli altri. I quali ricambieranno con derrate alimentari o altri favori. Di sicuro la cosa piu' deleteria da fare e' trascorrere il sabato a giocare a calcetto, sport spesso svolto senza adeguata preparazione fisica e potenzialmente quindi infartogeno, per poi strafogarsi pizza e birra vanificando il movimento appena fatto. Date retta a me, la chiave per resistere alla crisi economica e' la collaborazione con gli altri, stabilire un circuito di solidarieta' antimultinazionali. Le info acquisite sul campo da ciascuno di noi nutrira', in ogni senso, i nostri amici. Piu' sani e piu' forti e i ticket del sistema sanitario resteranno un lontano ricordo.

martedì 13 ottobre 2015

Niente in casa

Non esiste frase piu' stupida e banale, specie nelle nostre dimore occidentali opulente, che dire, non ho niente in casa. Una buona scusa per uscire e fare la spesa. Specie quando si ha fame e' la cosa piu' sbagliata. Basta guardare i carrelli di quelli che al supermercato fanno la spesa perche' hanno fame e pensano di non avere niente in casa. Patatine, kinder bueno, mars, cioccolata, ketchup, maionese...vedo la voce di bilancio di spese sanitarie in aumento. Poi fuori piove, una buona scusa per non andare a correre. Lo so che penserete che sono uno snob controcorrente che pensa di essere migliore degli altri. Guardate la questione sotto queste prospettiva, diciamo che vedo le cose diversamente. E' vorrei essere libero di farlo. Se poi posso dare qualche buon consiglio, ben venga, no? Insomma basta uscire, andare al supermercato-tutti pagano con carta di credito perche' non hanno gia' piu' soldi-e vedere quanto siamo per nulla informati sul piano nutrizionale e la frase , non ho niente in casa, e' il miglior slogan consumistico degli ultimi 30 anni. Io stamattina sono andato a correre, nonostante la pioggia, poi ho aperto il frigo e avevo una zucchina e dei peperoni , un pomodoro e una cipolla. Nella dispensa avevo dei rigatoni. Ero ricco. Pasta alle verdure in men che non si dica. Finita l'acqua minerale, ho preso un po' di acqua di rubinetto, l'ho fatta bollire e ho dato un occhiata alle spezie. Ci ho messo dentro zenzero e cannella. Al termine un po' di te' verde ed ecco che la bevanda per la mattinata era bella che pronta. Non ho niente in casa , beh, non ditelo piu', parola del nemico giurato di multinazionali farmaceutiche e consumi alimentari che soddisfano e poco il momento lasciandoti il fegato a picco e la voglia di fare l'amore per le terre.

Ps: ci ho messo meno di 10 minuti per scrivere questo pezzo. Piu' economico di cosi...

sabato 26 settembre 2015

Amatriciana vegetariana , bicicletta....vivere sharing

Quella del risparmio e dell'economia che per molti secondo un trito luogo comune provinciale coinciderebbe con la taccagneria o con la collocazione del canto settimo della divina commedia di Dante, non e' in realta' altro se non buon senso. Per esempio quanti di noi utilizzano al meglio le proprie scorte alimentari? Quanti le consumano piu' o meno tutte e non sono invece costretti a buttar alimenti perche' vanno a male inquanto non si riescono a consumare prima che marciscano, perche' magari hai voglia d'altro? Quasi tutti. Ecco io oggi per esempio avevo un casa due zucchine e una melanzana, delle uova e spaghetti, perche' fare la spesa, quindi quando potevo cucinarmi una bella amatriciana vegetariana con tanto di rondelle di zucchina e tocchetti di melanzane messi a soffriggere con cipolla e aglio per poi amalgamare tutto insieme a due rossi d'uova con gli spaghetti appena tirati fuori dall'acqua di bollitura? Ecco dovremmo avere questo atteggiamento, in barba a chi crede secondo la vulgata liberista piu' becera, che spendere faccia circolare piu'denaro. Spendere fa guadagnare chi vende, ecco tutto. Il quale, in Italia, se puo' evade. Ed ecco che il teorema di cui sopra va a farsi soffriggere. 
Capitolo due del pezzo di oggi: mezzi di trasporto. Una bicicletta tipo mountain bike sena ammortizzatori che per strade sterrate non troppo accidentate e asfaltate poco trafficate ma anche per le trafficate, costa al massimo 129 euro. Io ne ho una da cinque anni. Vado regolarmente al lavoro in bicicletta, tranne quando le condizioni atmosferiche lo sconsigliano, in bicicletta faccio la spesa mettendo tutto dentro uno zainetto a tracolla, faccio sport in bicicletta perche' rispetto alla corsa e' meno traumatica per articolazioni e schiena. Non inquino, resto magro, mangio con appetito e dormo meglio. Per non parlare della ginnastica da letto. Magari e' normale ma rispetto a quando non usavo la bici e' stupefacente.
Capitolo tre, vivere sharing. Questo termine indica la condivisione di mezzi e risorse, molto usato per vetture in compartecipazione, che consentono l'abbattimento dei costi di gestione e soddisfano il servizio li dove e quando occorre. Sharing vuol dire, anche, per esempio , dare le proprie cose e vestiti in esubero a vicini di casa che ne abbiano bisogno. Sharing puo' voler dire che se esco a fare la spesa a mi serve qualcosa chiedo ai miei vicini se vogliono qualcosa per loro. Ma tutto cio', oltre che risparmio di denaro e tempo implica il concetto di fiducia reciproca.  Ci sono popoli che anche se non si fidano utilizzano il concetto di mutuo aiuto a fini utilitaristici. Noi italiani invece prosciugheremmo ogni nostro risparmio per comprarci un suv che riusciamo a pagare a stento e tiriamo fuori dal garage solo quando vengono i parenti la domenica.

lunedì 21 settembre 2015

Gestione delle ferie casalinghe

Quando sei in ferie e resti in casa ci si trova potenzialmente in una situazione pericolosa per le proprie finanze e per la propria salute. Se si svolga un lavoro iperattivo e stressante come per esempio un lavoro di contatto con il pubblico[questo vale persino per le prostitute], starsene a casa in ferie puo' davvero essere letale. Anche perche' si accentua la tendenza al poltronismo o sofaismo, intesi rispettivamente con lo strarsene sdraiati in poltrona o sul sofa'. Un mio collega una volta sollecitato da me nel farmi dire cosa avesse fatto nel week end libero mi rispose che lo aveva passato dal letto al divano e viceversa. A  quel  punto gli dissi che se si fosse comprato un divano letto avrebbe economizzato ulteriormente i movimenti. Lui ci sta ancora riflettendo. Starsene in casa a poltrire fa venir voglia di mangiucchiare schifezze e guardare la tv. Tutte cose che aumentano le spese sanitarie e in generale. Conviene uscire, magari in bicicletta o a piedi, andarsene in giro con i mezzi pubblici, a Milano con un euro e cinquanta ti puoi praticamente girare il centro, fare un po' di street photography, robe del genere. In fin dei conti la gente e' il miglior spettacolo del mondo. Oppure fai una spesa scientifica per tutti i giorni che resterai in vacanza a casa senza viaggiare. Io intanto ho smesso di fare la spesa alla Coop e all'Esselunga. Sono carissime e la roba non e' che sia di qualita' molto piu' eccelsa di quelli che una volta venivano definiti hard discount. 15 anni fa andai una volta al Lidl e vidi che gli avventori erano quasi tutti stranieri e io ero uno dei pochi italiani. Oggi le parti si sono invertite, tanto che il Lidl, io vado a quello di Buccinasco, e' pieno piu' di italiani che di stranieri. Ci lavorano per la maggior parte donne, le quali per stare nei costi, credo, oltre che lavorare in cassa manovrano bancali di merce con transpallet manuali o elettrici e sistemano la merce negli scaffali. Sono tutte o quasi belle donne e sembrano amare il loro lavoro. Si capisce che quando si entra in un posto de genere devi essere sportivo, pesarti la frutta e la verdura da te e quant'altro. Dunque, per colazione io prediligo i fiocchi di frumento con frutta secca. Una scatola costa 1,79 euro. Mi dura tre o quattro giorni ed e' davvero nutriente. essendo allergico al latte di mucca compro quello di soia o, in alternativa, se manca, prendo latte di avena o di mandorle. e devo dire che il mio stomaco squassato dagli squaraus latteocaseari ne beneficia non poco. Quindi tutto cio' riduce il consumo di carta igienica. Risata.  Poi passo alla verdura e alla frutta. Compro due melanzane , pomodori, carote , patate , peperoni e cipolle. In tutto non supero i  6 euro. Poi prendo pelati[ 0,39 euro a baratolo], pasta integrale, che al Lidl e' molto buona e non supera l'euro a pacco e riso Basmati. Quest'ultimo e' indispensabile da accompagnare a caponatina fatta in padella con tocchetti della citata verdura oppure per un brodo ben corposo corroborato da un dado vegetale. Poi compro il pesce, filetti di merluzzo surgelati da cuocere in padella con pomodori , cipolla, aglio e patate, due confezioni di acqua vitasnella. Tutto questo non senza aver preso la frutta: banane e melone giallo. Al termine non supero i cinquanta euro di spesa ed il carrello e' pieno. E la roba e' di qualita', la testo ormai da anni.  Provate a fare la spesa alla Coop. Con 50 euro riempire a male pena una sportina. Una volta a casa mi organizzo. In vacanza scrivo , leggo, me ne vado in giro a fotografare, faccio yoga , corro o vado in bici e mangio ad orari. E vedrete che i soldi per una pizza con gli amici, la piscina un paio di volte a settimana e mettere qualcosa da parte alla fine non e' piu' un'utopia.
Ps: personalmente questa spesa mi dura per 10-15 giorni. Direi che non e' male.

mercoledì 16 settembre 2015

Perdite di tempo

Si potrebbe anche dire che la crisi economica , se presa con la debita filosofia, potrebbe trasformarsi in un' opportunita' per rivoluzionare il proprio modo di pensare , soprattutto rispetto ai consumi. Adottando il classico ma odioso per come e' usato in genere slogan " trasformare un'problema in opportunita' ", credo che quello che sta accadendo in questo momento un po' dappertutto nel mondo ma nei nostri paesi occidentali in particolare, vale a dire un 'ennesima e pare piu' grave crisi economica, che ci sta mettendo in difficolta' al punto da farci fare i conti con gli spiccioli dei salvadanai per arrivare a fine mese, possa essere affrontata e vinta ripensando in toto il nostro stile di vita sin nelle sue fondamenta. Che evidentemente erano fragili, mi viene fatto di pensare. Ed ecco la necessita' di un diario attraverso il quale , personalmente, mi accingero' a riportare tutti quegli accorgimenti che ritengo necessari per soffrire di meno la crisi e farmi bastare i soldi, senza che questo fatto incida sulla mia salute, su una corretta alimentazione e su uno stile di vita dedito al divertimento: posto che a mio parere nel paniere della salute non basta mettere la dieta mediterranea ma anche altri aspetti come la convivialita', gli amici, gli affetti....perche' gli affettati senza affetti oltre che il colesterolo fanno venire la malinconia che secondo piu' di qualche autorevole medico lo fa aumentare ancora di piu'.
Una delle strategie che ho cominciato ad adottare e' stata quella di tagliare le spese superflue. E lo sa Dio quante ne avevo. Spese inutili e dannose che servivano solo ad alimentare quel pensiero filosofico[ che di filosofico non ha nulla da momento che la filosofia serve a far stare meglio] secondo il quale consumare il piu' possibile crea comunque un circolo virtuoso di circolazione del denaro dal quale alla fine ne beneficiamo tutti. E abbiamo avuto autorevoli politici che ne hanno fatto un cavallo di battaglia, di questa pseudodottrina. Chi sa perche' nonostante tutto siamo finiti in una condizione di solito assimilata a quella materia che riciclata opportunamente[ riciclare, altro concetto cardine della filosofia anticrisi] serve a concimar la terra. 
Nel mio caso ho dovuto cominciare dai libri: ora io sono un lettore accanito. Gia' per conto mio avevo adottato il criterio di acquistare libri quando erano in sconto o in promozione per leggerli poi in momenti piu' favorevoli alla disponibilita' del mio tempo libero. Beh, negli ultimi tempi ho adottato un criterio: li affitto in bibblioteca e poi se proprio decido che sono pietre miliari successivamente me li compro. Inutile dire che il numero dei miei acquisti e' diminuito drasticamente. E questo la dice lunga sulla situazione della letteratura contemporanea.  A questo punto si e' posta la questione se tagliare l'acquisto del quotidiano, a me piace molto La Repubblica. Per un certo periodo l'ho fatto, ma mi sono sentito disinformato e orfano come di un caro amico abile conversatore con cui confrontarmi. E la cosa mi stava rendendo infelice. E se si e' infelici si digerisce male e digerendo male le mie spese sanitarie avrebbero potuto aumentare, per cui nel computo di un calcolo approssimativo di costo/benefici, alla fine ho deciso di non tagliarlo. Poi c'era internet. Ma non lo potevo tagliare perche' lo uso molto per comunicare con i miei amici e lettori lontani. Oltretutto ho un vecchio contratto Tiscali estremamente vantaggioso. Mi rendo conto che sto pensando anch'io come un governo, che in periodo di crisi comincia a tagliare dalla cultura e dai servizi sociali. Ma io stesso individualmente mi sono accorto dell'estrema eziologia di un simile comportamento , per la ricaduta anche economica sulle altre sfere. Meno informazione significava meno notizie sugli alimenti di stagione consigliati e la Repubblica e' un giornale completo e fornisce persino notizie di questo genere, meno informazione significava non sapere se potevo andare in centro a Milano con la macchina nell'area interdetta al traffico e magari beccarmi una multa. Ma mi si obbiettera' che per certe cose c'e' la tv. Lasciamo perdere, perdere tempo in risposte inutili fa perdere di vista cose piu' importanti e le cose piu' importanti aiutano a risparmiare oltre che tempo, denaro.