Dunque , di questi tempi, ho una mia routine quotidiana. E' un mix di esercizi mutuati dalla cultura sportiva occidentale e da discipline orientali come yoga e qi gong e kung fu.
Questa routine me la sono studiata e adattata al termine di anni di pratica di tutte queste discipline. E l'ho adattata al mio corpo e ai logorii , inevitabili, dopo una vita di sport e lavori. Ho alcune protrusioni discali alla colonna vertebrale, per cui studio le reazioni del mio corpo alle varie sollecitazioni ginniche, di volta in volta. Così facendo mi sono creato una routine che, di questi tempi, pratico tutti i giorni e con qualsiasi tempo.
La routine è questa:
1) camminata veloce per 10 minuti
2) continuare a camminare alternando con esercizi di sollevamento delle ginocchia, calci ad avversari immaginari per altri 10 minuti.
3)cinque scatti di 80 metri con riposo camminato tra uno scatto e l'altro (5 minuti circa).
4)camminata veloce per 5 minuti.
5)jogging 10 minuti.
6) camminata alternata da esercizi di yoga. Rispettivamente utthita trikonasana, utthita parsvakonasana, parivrtta trikonasana, parivrtta parsvakonasana, padahastasana. Termino con l'esercizio della sedia, che viene dal qi gong (15 minuti).
Tutta la routine dura 45 minuti.
La camminata veloce iniziale serve a riscaldare tutto il corpo progressivamente, con un impatto basso. Gli scatti attivano quando il corpo è già caldo e la schiena fa meno male. Le discopatie della colonna si combattono con il riposo attivo. Stare molte ore seduti o in macchina non aiuta. A lungo andare genera patologie della colonna. Molti studi, inoltre , attestano che le tensioni emozionali intervengono nell'aggravarsi delle patologie discali della colonna.
I vecchi detti dei saggi in generale, dei cinesi, di gran lunga il popolo più longevo della terra, valgono molto più di tanti affrettati verdetti medici ricavati da macchie visibili radiograficamente. Molti medici ignoranti quando ti becchi un'ernia del disco ti dicono che non correrai più. Niente di più falso. L'ernia con il tempo si rinsecchisce e non tocca più i nervi della schiena(da ciò viene il dolore) e con degli accorgimenti (tipo curare la tecnica di corsa e fare esercizi di yoga per allargare i dischi della colonna), si può tornare ad avere una vita attiva. E a correre, se si vuole.
A proposito di vecchi detti dei saggi cinesi, io ne conosco uno che sintetizza molto bene uno stile di vita che può portare alla longevità. Marosi della vita a parte. E fa così: cammina svelto come il passero, dormi come il cane, respira come la tartaruga, mantieni il cuore calmo. Pare sia stato attribuito a Li Ching Yun, un maestro di arti marziali ed erborista vissuto 252 anni. Mi permetto di aggiungere che cercare di essere allegri sempre, positivi, frequentare gli amici giusti, mangiare bene, oltre a far diventare longevi è un atto rivoluzionario individuale. Non c'è niente che faccia più gli interessi del mercato che essere tristi, deprimersi, riempirsi di cibo spazzatura o droghe, ingrassare, sdraiarsi per ore sul divano a guardare la tv . Esaminare i problemi uno per volta e cercare una soluzione, ma con calma...è proprio quello che il mercato non vuole: il mercato vuole venderti le patatine fritte, le merendine, gli antidepressivi, i farmaci da banco antidolorifici. Il mercato vuole venderti allenamenti in palestre tristi e affollate, quando abbiamo un intero mondo all'aria aperta che ci attende per fare il pieno di vitamina d.
Vita 2.0
Vivere in tempi di crisi
domenica 17 marzo 2019
venerdì 25 novembre 2016
Il consumismo è la vera religione del nostro tempo.
In questi giorni sono accadute alcune cose. Normalmente svolgo la mia sessione di 30 minuti di qi gong ascoltando Radio Popolare. Stamattina la stavo ascoltando in occasione del Black Friday, un usanza che viene dagli Stati Uniti che consiste nel praticare sconti in questo giorno del venerdì, in special modo on line ma anche in negozi, supermercati o centri commerciali. Seguivo una trasmissione a microfoni aperti, si telefonava e chiunque poteva esprimere proprie opinioni sul Black Friday. Ma sorprendentemente, Radio Popolare è un ' emittente radiofonica che ha un bacino molto di sinistra, anche radicale, se vogliamo, la maggior parte degli ascoltatori si sono detti a favore del Black Friday e non l'hanno tacciata come l'ennesima trovata consumistica che l'eterna sudditanza leccaculistica nei confronti degli States ci impone, ma come un'occasione di fare shopping e risparmiare. Ovviamente dopo l'elezione di Trump a presidente degli Stati Uniti questo è uno dei numerosi segnali che stiamo andando alla deriva e che il messaggio rossoverde ambientalista che suggerisce un acquisto non compulsivo ma in funzione dell'effettiva utilità ,è un pensiero da archiviare nelle segrete stanze dei musei della paleontologia marxista. Naturalmente le nuove generazioni, potrei dire anche a giusta logica, reclamano la loro parte di shopping compulsivo, di marketing onanistico, che è quella compulsione psicoattiva che ti spinge a comprare qualsiasi cosa nel tentativo disperato di farti del bene, se non addirittura di godere, che si spegne in un deludente cupio dissolvi un minuto dopo che sei passato dalla cassa. Ma la sorpresa viene dagli ultra sessantacinquenni, che in massa hanno chiamato per declinare la loro passione per l'on line , non foss'altro perchè li libera dallo stress della adunate oceaniche dei centri commerciali. Fatte queste considerazioni, appare chiaro come i miei (ma anche di molti altri persino più autorevoli)ragionamenti anticonsumistici, la mia adesione alla decrescita felice, i miei discorsi pregni di filosofia buddhista sulla felicità che deriva dal disfarsi delle cose cercando di vivere con l'essenziale e portando, per questo, ad un livello di reattività estrema la propria mente, rischino di impinguare l'ennesima incartata di chiacchiere da salotto. Parlare di responsabilità nei confronti delle generazioni future, a questo punto, è qualcosa che si sbriciola persino davanti all'esperienza e alla consapevolezza delle generazioni passate. Le quali reclamano per sè una comodità che, se ne freghino a meno, ma lo devono sapere,ricadrà su chi gli succederà.
Oggi sono uscito per comprare qualche sciocchezzuola , come si direbbe usando un termine decurtisiano,in giro per centri commerciali, fra Decathlon e Carrefour..ebbene per comprare quattro imbecillate( devo andare a trovare mia nipote e di sicuro parlo a gente informata dei fatti, una nipote puo' essere una miniera di consumismo fine a se stessa) ci ho messo più di quattro ore. Le casse automatizzate con il touch screeen ti impongono gesti non deduttivissimi che ti fanno pensare che per risparmiare sul personale le aziende ti assumono come autocassiere, davanti in fila c'era in tutte e due i casi un anziano che ho dovuto aiutare (lavorando per lui-ma questa parte non mi ha disturbato), poi ho passato le carte di fidelizzazione che danno diritti agli sconti del Black Friday, poi il bancomat. Poi la cassiera non riusciva a togliere un dvd dalla scatola antifurto in cui era rinchiuso, ed ha chiamato una capocassiera, la quale ha girato tra una decina di casse(questo nello sopecifico è accaduto al Carrefour), insomma tutte cose che alla fine spingono la gente ad acquistare online. Finiremo per starcene tutti a casa al computer a ordinare merce per altri, linee erotiche commerciali, webcam erotiche commerciali, una cosa del genere. E i massaggi cinesi saranno a gettone sperando solo che non ti capiti la mano di Edward Mani Di Forbice.
La morale è che anche se non nutro nessuno speranza circa un rinsavimento delle masse su un uso non smodato compulsivo e sconsiderato dell'acquisto, non è un buon motivo per non continuare a considerarlo deprecabile. E a non praticare l'anticonsumismo militante. Stando attenti, pero', a non esagerare per versi opposti. Sarebbe intollerabile far vivere i propri figli come Unabomber. Ma sarebbe altrettanto intollerabile non educarli ad un consumo responsabile. Se non sarà sufficiente salvare il pianeta, farà stare bene noi stessi.
Oggi sono uscito per comprare qualche sciocchezzuola , come si direbbe usando un termine decurtisiano,in giro per centri commerciali, fra Decathlon e Carrefour..ebbene per comprare quattro imbecillate( devo andare a trovare mia nipote e di sicuro parlo a gente informata dei fatti, una nipote puo' essere una miniera di consumismo fine a se stessa) ci ho messo più di quattro ore. Le casse automatizzate con il touch screeen ti impongono gesti non deduttivissimi che ti fanno pensare che per risparmiare sul personale le aziende ti assumono come autocassiere, davanti in fila c'era in tutte e due i casi un anziano che ho dovuto aiutare (lavorando per lui-ma questa parte non mi ha disturbato), poi ho passato le carte di fidelizzazione che danno diritti agli sconti del Black Friday, poi il bancomat. Poi la cassiera non riusciva a togliere un dvd dalla scatola antifurto in cui era rinchiuso, ed ha chiamato una capocassiera, la quale ha girato tra una decina di casse(questo nello sopecifico è accaduto al Carrefour), insomma tutte cose che alla fine spingono la gente ad acquistare online. Finiremo per starcene tutti a casa al computer a ordinare merce per altri, linee erotiche commerciali, webcam erotiche commerciali, una cosa del genere. E i massaggi cinesi saranno a gettone sperando solo che non ti capiti la mano di Edward Mani Di Forbice.
La morale è che anche se non nutro nessuno speranza circa un rinsavimento delle masse su un uso non smodato compulsivo e sconsiderato dell'acquisto, non è un buon motivo per non continuare a considerarlo deprecabile. E a non praticare l'anticonsumismo militante. Stando attenti, pero', a non esagerare per versi opposti. Sarebbe intollerabile far vivere i propri figli come Unabomber. Ma sarebbe altrettanto intollerabile non educarli ad un consumo responsabile. Se non sarà sufficiente salvare il pianeta, farà stare bene noi stessi.
sabato 27 agosto 2016
Yoga, ben vivere,pizza, niente giornali, libri si e molti, melatonina, abolizione o quasi della tv
Ho ripreso yoga, da un po' di tempo. Sento che mi fa molto bene. Credo che il segreto dello yoga consista nel fatto che per tenere le posture nella loro fissita' per vari minuti ti costringe a respirare bene. E credo anche che non saper respirare sia uno dei problemi fondamentali alla base del male di vivere di noi occidentali. Faccio tutti i giorni almeno 20 minuti , oppure trenta di yoga. Un giorno saluto al sole varie volte, posture in piedi e concludo ancora con saluto al sole. Il giorno dopo posture a terra precedute e seguite , sempre dal saluto al sole. Sorta di toccasana universale da eseguire all'inizio e alla fine di ogni sequenza.
Forse non vivro' piu' di altri, ma vorrei, per quel tempo che mi sara' concesso dalla natura, farlo bene. Per cui retta alimentazione, retto movimento, retto parlare, retto scrivere, retto comportarsi con gli altri e retta vita sessuale. Mangio tanti pomodori, in insalate con mais, ho notato che mi fanno bene, bevo molta acqua, bevo un bicchiere di vino rosso due o tre volte alla settimana, non fumo e oltre allo yoga , cammino molto. Camminata veloce di 30/40 minuti, al parco vicino a casa. Compro i pomodori dal Lidl e anche il mais, li trovo squisiti e al parco ci vado quando ho tempo libero. Costi di queste operazioni, ridottissimi.
Continuo a farmi la pizza da me, ho trovato una pasta da stendere al Lidl meno costosa di quella dell'Esselunga, anche se piu' sottile. Non devo fare altro che stenderla su una teglia, e farcirla a piacimento. La metto nel forno ed in venti minuti e' pronta.La pizza mi dura due o tre giorni e la consumo piano piano a pezzetti, anche fredda.
Cerco di scrivere cosa svariate, sia per mantenermi in esercizio, sia per allenarmi ad una maggiore duttilita' mentale, leggo molti libri, a volte contemporaneamente. Al lavoro in pausa, Glamorama, di Bret Easton Ellis, sul comodino del mio letto matrimoniale ho "La scuola della carne", di Mishima e "Gli anni" , di Virginia Woolf. Un mio caro collega di lavoro che di mestiere avrebbe fatto il filologo, se questa societa' ingiusta in cui viviamo glielo avesse concesso mostrandosi per una volta prodiga , mi ha detto una volta che non e' peccato lasciare la lettura di un libro che non ti sta entusiasmando , perche' abbiamo cosi poco tempo da vivere che non possiamo sprecarlo a leggere cose che non ci piacciono. Sicuramente ha ragione, ma io voglio leggere anche le cose che non mi piacciono perche' sono curioso di scoprire sin dove un autore riesce a spingersi per ingannare la musa dell'arte a buon pro del successo commerciale. Sto parlando di Glamourama. I giornali ho cessato di acquistarli e non mi mancano per niente. Non sono altro che la traduzione cartacea della banalita' commerciale e commerciante dell'informazione televisiva.
Ultimo e non solo per importanza, sto cercando si riposare di piu' e meglio. Credo che riposare , dare ristoro al corpo e alla mente, stimolandola, attraverso l'attivita' onirica, a pensare attraverso la forma filmica dei sogni, ci consenta di vivere meglio la vita da svegli. Sto provando la melatonina. E sino ad ora i risultati sono ottimi. E' un prodotto naturale, che dovremmo produrre noi stessi, solo che ad una certa eta' ne produciamo di meno. Quindi in questo modo, assumendone un po' in pillole, la reintegro.
La tv l'ho quasi abolita, ad eccezione che per i film e lo sport. Alla larga notizie o approfondimenti tramite talk show televisivi.
Forse non vivro' piu' di altri, ma vorrei, per quel tempo che mi sara' concesso dalla natura, farlo bene. Per cui retta alimentazione, retto movimento, retto parlare, retto scrivere, retto comportarsi con gli altri e retta vita sessuale. Mangio tanti pomodori, in insalate con mais, ho notato che mi fanno bene, bevo molta acqua, bevo un bicchiere di vino rosso due o tre volte alla settimana, non fumo e oltre allo yoga , cammino molto. Camminata veloce di 30/40 minuti, al parco vicino a casa. Compro i pomodori dal Lidl e anche il mais, li trovo squisiti e al parco ci vado quando ho tempo libero. Costi di queste operazioni, ridottissimi.
Continuo a farmi la pizza da me, ho trovato una pasta da stendere al Lidl meno costosa di quella dell'Esselunga, anche se piu' sottile. Non devo fare altro che stenderla su una teglia, e farcirla a piacimento. La metto nel forno ed in venti minuti e' pronta.La pizza mi dura due o tre giorni e la consumo piano piano a pezzetti, anche fredda.
Cerco di scrivere cosa svariate, sia per mantenermi in esercizio, sia per allenarmi ad una maggiore duttilita' mentale, leggo molti libri, a volte contemporaneamente. Al lavoro in pausa, Glamorama, di Bret Easton Ellis, sul comodino del mio letto matrimoniale ho "La scuola della carne", di Mishima e "Gli anni" , di Virginia Woolf. Un mio caro collega di lavoro che di mestiere avrebbe fatto il filologo, se questa societa' ingiusta in cui viviamo glielo avesse concesso mostrandosi per una volta prodiga , mi ha detto una volta che non e' peccato lasciare la lettura di un libro che non ti sta entusiasmando , perche' abbiamo cosi poco tempo da vivere che non possiamo sprecarlo a leggere cose che non ci piacciono. Sicuramente ha ragione, ma io voglio leggere anche le cose che non mi piacciono perche' sono curioso di scoprire sin dove un autore riesce a spingersi per ingannare la musa dell'arte a buon pro del successo commerciale. Sto parlando di Glamourama. I giornali ho cessato di acquistarli e non mi mancano per niente. Non sono altro che la traduzione cartacea della banalita' commerciale e commerciante dell'informazione televisiva.
Ultimo e non solo per importanza, sto cercando si riposare di piu' e meglio. Credo che riposare , dare ristoro al corpo e alla mente, stimolandola, attraverso l'attivita' onirica, a pensare attraverso la forma filmica dei sogni, ci consenta di vivere meglio la vita da svegli. Sto provando la melatonina. E sino ad ora i risultati sono ottimi. E' un prodotto naturale, che dovremmo produrre noi stessi, solo che ad una certa eta' ne produciamo di meno. Quindi in questo modo, assumendone un po' in pillole, la reintegro.
La tv l'ho quasi abolita, ad eccezione che per i film e lo sport. Alla larga notizie o approfondimenti tramite talk show televisivi.
lunedì 29 febbraio 2016
Street workout, pizza all'Esselunga, Esperanto
Street workout [allenamento di strada]
Umberto Eco, buonanima, aveva ragione quando diceva che i social network erano la palestra degli imbecilli, piu' o meno mi pare si esprimesse cosi, ma non si e' mai sognato di dire che internet fosse un fenomeno negativo. Si certo il sapere sbocconcellato non e' il massimo, ma internet permette , nel marasma di egotismi che sgomitano per emergere sparandola piu' grossa, di cercarsi anche scappatoie interessanti. Su youtube infatti ho appreso della nascita di una nuova disciplina, la street workout, esercizi che si eseguono per strada nei parchi, utilizzando le barriere architettoniche che da ostacoli divengono cosi attrezzi utilizzabili per fare trazioni, piegamenti e panchine che divengono panche dove allenare addominali e farli diventare d'acciaio. E tutto questo senza spendere un centesimo di euro. Certo ci vuole una cognizione minima di quello che si sta facendo, ma una volta acquisita la base si possono eseguire delle routine all'aria aperta e soprattutto, gratuitamente, che ti permettono di scolpirti un fisico da urlo ma anche solo semplicemente, che e' questo il mio obbiettivo, restare in forma a costo zero. Grazie a internet quindi si diffonde, in tempi di crisi, questa moda benefica della street workout, per cui ci si da' convegno in parchi o anche luoghi periferici adatti allo scopo con altri neoadepti di questa disciplina, dando luogo persino a forme di socializzazione nutrite di scambi di esperienze e nascite di nuove amicizie impensabili. Fumo negli occhi per i mafiosi della palestra a tutti i costi e dei personal trainer superpagati, che, se accettano di vivere in una logica capitalista, del capitalismo devono anche accettare di confrontarsi con il concetto di libera concorrenza.
Pizza dell'Esselunga
La seconda questione del capitolo seguente riguarda il risparmio alimentare senza inficiare la qualita' di cio' che si mangia. Ora mi giunge notizia che all'Esselunga viene venduta una pasta lievitata per pizza che basta stendere su una telglia, farcire di pomodori pelati , mozzarella e quant'altro e lasciare in cottura a 220 gradi una ventina di minuti per avere pizza da libitum per due o tre giorni. Costo di questo vassoietto di pasta per la pizza, due euro. Ora se pensiamo che acquistare un semplice trancio di pizza, seppur spessa e alta, costa 3,50 euro, e il consumo si limita ad una serata, vedete bene che l'opzione pizza dell'Esselunga vale la pena di gran lunga.
Esperanto
Andando alla presentazione di un libro scritto tra l'altro da Pina Pinelli, ho appreso che Pino Pinelli, anarchico che fu suicidato accusato ingiustamente della strada di Piazza Fontana nel '69, era un amante dell'Esperanto, primo tentativo di lingua universale per comunicare con gente di altri paesi del mondo. Successivamente ho approfondito l'argomento apprendendo che questa lingua fu inventata da un oftalmologo polacco di origine ebraica di nome Zamenohf e che questa lingua simile al latino o alle lingue romanze e con regole grammaticali abbastanza semplici, ha un ampio bacino di diffusione. Naturalmente non tanto grande da contrastare la diffusione dell'inglese, lingua che ci impongono di imparare perche' lingua dei mercati. Ora ho scoperto che in internet ci sono vari siti dove si puo' imparare questa lingua universale in breve tempo, con esercizi deduttivi e divertenti. In particolare c'e' un sito "it.lernu.et" dove iscrivendosi gratuitamente si possono fare una marea di esercizi fino ad acquisire una buona padronanza di questa lingua. Che cosa c'entri tutto questo con un testo sul vivere armonizzando le proprie economie di scala ve lo spiego subito: consideriamo che imparare l'inglese crea un disagio solo a paesi non anglossassoni ed e' problematico e soprattutto costoso per popoli che parlano lingue neolatine, penso che sia piu' vantaggioso imparare gratis su internet[corsi di inglese gratuiti seri come questo di esperanto che ho trovato non ce ne sono] l'Esperanto, che l'inglese a pagamento...perche' lo stress psichico provocato dall'ingiustizia che ci siano popoli che non devono fare alcuno sforzo per imparare una lingua che tutti usano per comunicare per affari puo' essere di gran lunga compensato dalla benefica sensazione di imparare una lingua che mette tutti i popoli sullo stesso piano di partenza. E che gli anglosassoni che hanno acquisito questa consapevolezza e che studiano l'Esperanto sono di gran lunga i migliori esemplari di correttezza umana ed esistenziale con cui conviene confrontarsi. Spremersi le meningi tutti insieme innesca un circuito di solidarieta' che taglia di netto in partenza l'idea di sfruttamento degli altri , introducendo di per se' quella di collaborazione solidale. E tutto questo fa risparmiare, armonizza le nostre economie individuali di scala.
Umberto Eco, buonanima, aveva ragione quando diceva che i social network erano la palestra degli imbecilli, piu' o meno mi pare si esprimesse cosi, ma non si e' mai sognato di dire che internet fosse un fenomeno negativo. Si certo il sapere sbocconcellato non e' il massimo, ma internet permette , nel marasma di egotismi che sgomitano per emergere sparandola piu' grossa, di cercarsi anche scappatoie interessanti. Su youtube infatti ho appreso della nascita di una nuova disciplina, la street workout, esercizi che si eseguono per strada nei parchi, utilizzando le barriere architettoniche che da ostacoli divengono cosi attrezzi utilizzabili per fare trazioni, piegamenti e panchine che divengono panche dove allenare addominali e farli diventare d'acciaio. E tutto questo senza spendere un centesimo di euro. Certo ci vuole una cognizione minima di quello che si sta facendo, ma una volta acquisita la base si possono eseguire delle routine all'aria aperta e soprattutto, gratuitamente, che ti permettono di scolpirti un fisico da urlo ma anche solo semplicemente, che e' questo il mio obbiettivo, restare in forma a costo zero. Grazie a internet quindi si diffonde, in tempi di crisi, questa moda benefica della street workout, per cui ci si da' convegno in parchi o anche luoghi periferici adatti allo scopo con altri neoadepti di questa disciplina, dando luogo persino a forme di socializzazione nutrite di scambi di esperienze e nascite di nuove amicizie impensabili. Fumo negli occhi per i mafiosi della palestra a tutti i costi e dei personal trainer superpagati, che, se accettano di vivere in una logica capitalista, del capitalismo devono anche accettare di confrontarsi con il concetto di libera concorrenza.
Pizza dell'Esselunga
La seconda questione del capitolo seguente riguarda il risparmio alimentare senza inficiare la qualita' di cio' che si mangia. Ora mi giunge notizia che all'Esselunga viene venduta una pasta lievitata per pizza che basta stendere su una telglia, farcire di pomodori pelati , mozzarella e quant'altro e lasciare in cottura a 220 gradi una ventina di minuti per avere pizza da libitum per due o tre giorni. Costo di questo vassoietto di pasta per la pizza, due euro. Ora se pensiamo che acquistare un semplice trancio di pizza, seppur spessa e alta, costa 3,50 euro, e il consumo si limita ad una serata, vedete bene che l'opzione pizza dell'Esselunga vale la pena di gran lunga.
Esperanto
Andando alla presentazione di un libro scritto tra l'altro da Pina Pinelli, ho appreso che Pino Pinelli, anarchico che fu suicidato accusato ingiustamente della strada di Piazza Fontana nel '69, era un amante dell'Esperanto, primo tentativo di lingua universale per comunicare con gente di altri paesi del mondo. Successivamente ho approfondito l'argomento apprendendo che questa lingua fu inventata da un oftalmologo polacco di origine ebraica di nome Zamenohf e che questa lingua simile al latino o alle lingue romanze e con regole grammaticali abbastanza semplici, ha un ampio bacino di diffusione. Naturalmente non tanto grande da contrastare la diffusione dell'inglese, lingua che ci impongono di imparare perche' lingua dei mercati. Ora ho scoperto che in internet ci sono vari siti dove si puo' imparare questa lingua universale in breve tempo, con esercizi deduttivi e divertenti. In particolare c'e' un sito "it.lernu.et" dove iscrivendosi gratuitamente si possono fare una marea di esercizi fino ad acquisire una buona padronanza di questa lingua. Che cosa c'entri tutto questo con un testo sul vivere armonizzando le proprie economie di scala ve lo spiego subito: consideriamo che imparare l'inglese crea un disagio solo a paesi non anglossassoni ed e' problematico e soprattutto costoso per popoli che parlano lingue neolatine, penso che sia piu' vantaggioso imparare gratis su internet[corsi di inglese gratuiti seri come questo di esperanto che ho trovato non ce ne sono] l'Esperanto, che l'inglese a pagamento...perche' lo stress psichico provocato dall'ingiustizia che ci siano popoli che non devono fare alcuno sforzo per imparare una lingua che tutti usano per comunicare per affari puo' essere di gran lunga compensato dalla benefica sensazione di imparare una lingua che mette tutti i popoli sullo stesso piano di partenza. E che gli anglosassoni che hanno acquisito questa consapevolezza e che studiano l'Esperanto sono di gran lunga i migliori esemplari di correttezza umana ed esistenziale con cui conviene confrontarsi. Spremersi le meningi tutti insieme innesca un circuito di solidarieta' che taglia di netto in partenza l'idea di sfruttamento degli altri , introducendo di per se' quella di collaborazione solidale. E tutto questo fa risparmiare, armonizza le nostre economie individuali di scala.
sabato 14 novembre 2015
Lo sport in tempi di crisi
Tutti dovrebbero constatare che il movimento fa bene. Lo sport aiuta a vivere piu' sani e piu' forti e migliora la salute persino mentale. Ma vivo in un paese dove a scuola praticamente non si fa sport . Ricordo che ai miei tempi, ho or ora 50 anni, l'educazione fisica si faceva all'ultima ora e si cercava di non sudare per non andarsene a casa bagnati e impiastricciati e a dir poco odorosi. Quando si faceva alla penultima ora si raccontavano le barzellette per non restare poi in classe sudati l'ultima ora dando vita al festival delle imitazioni degli odori dei formaggi fermentati. Quindi in questo paese, l'Italia, che rifornisce l'Unione Europea di non so quanti miliardi mentre le scuole si devono comprare la carta igienica, lo sport e' ad appannaggio dei privati. In altre parole, anziche' essere inserito nel prontuario degli obblighi scolastici con largo uso di costruzioni di palestre con docce nel plessi scolastici, lo sport viene lasciato alla gestione e anche, vale la pena dirlo, molto spesso, al business, per non dire alla speculazione. Per cui un profluvio di palestre iperattrezzate colme di personal trainer che non trovano lavoro a scuola come insegnanti di sport-e lo vorrebbero-e' sorto offrendo una miriade di abbonamenti che soddisfino le esigenze temporali un po' di tutte le categorie, dalle casalinghe alle impiegate alle commesse ai manager etc. Vi lascio immaginare, questo il motivo di questo pezzo, quanto incida sul bilancio familiare, ogni mese, la retta per la palestra. Io per quanto mi riguarda, anni fa, avevo frequentato un corso di yoga. Pagavo 10 euro a lezione, in nero[ma va?] ed ho frequentato le lezioni, ero allora gia' in quel di Milano, fintanto che non ho appreso tutte le posture principali che riuscivo a fare e come farle. Dopo di che ho continuato per conto mio. Ancora oggi pratico yoga quasi tutti i giorni, perche' questa e' una disciplina che richiede uno studio personale da compiere quotidianamente. Inoltre lavorare molto sulla respirazione per tenere le posture piu' a lungo possibile educa la volonta' indicandoti la via per stare meglio in salute, suggerendoti, di volta in volta, quasi il corpo fosse programmato come un computer dalla respirazione e dalle sensazioni di benessere che ne derivano, cosa e quanto mangiare. Lo yoga mi ha insegnato che spesso mangiamo per noia, per stress, per abitudine. Concepiamo il cibo come un premio dopo una dura giornata di lavoro, o ci abbuffiamo in quegli stupidi megaristoranti cinesi dove puoi mangiare tutto quello che vuoi e in quantita' illimitate ad un prezzo fisso, sempre per premiarci, perche' il cibo e' la droga dei poveri. Il cibo e' nutrimento per il corpo e, certo, e' anche un piacere. Ma quanto e' bello assaporarlo e alzarsi da tavola con ancora un po' di appetito che conserviamo per un nuovo convivio?
Quindi per tornare al tema di questo libro, non e' necessario frequentare palestre e spendere soldi per fare sport e sentirsi bene. Basta farlo lo stretto indispensabile per apprendere le tecniche oppure mettersi tuta e scarpe e andare a correre,. O comprarsi una bicicletta e andare a correre su strade poco trafficate o piste ciclabili. Ne guadagnerete in salute e il vostro conto in banca restera' solido. A quanti dichiarano di non avere la volonta' di allenarsi da soli o per conto proprio, posso suggerire ci andare a correre con altri amici o anche di andare in bici in compagnia e , addirittura, di fare yoga insieme. Chi avra' appreso le tecniche le insegnera' gratuitamente agli altri. I quali ricambieranno con derrate alimentari o altri favori. Di sicuro la cosa piu' deleteria da fare e' trascorrere il sabato a giocare a calcetto, sport spesso svolto senza adeguata preparazione fisica e potenzialmente quindi infartogeno, per poi strafogarsi pizza e birra vanificando il movimento appena fatto. Date retta a me, la chiave per resistere alla crisi economica e' la collaborazione con gli altri, stabilire un circuito di solidarieta' antimultinazionali. Le info acquisite sul campo da ciascuno di noi nutrira', in ogni senso, i nostri amici. Piu' sani e piu' forti e i ticket del sistema sanitario resteranno un lontano ricordo.
martedì 13 ottobre 2015
Niente in casa
Non esiste frase piu' stupida e banale, specie nelle nostre dimore occidentali opulente, che dire, non ho niente in casa. Una buona scusa per uscire e fare la spesa. Specie quando si ha fame e' la cosa piu' sbagliata. Basta guardare i carrelli di quelli che al supermercato fanno la spesa perche' hanno fame e pensano di non avere niente in casa. Patatine, kinder bueno, mars, cioccolata, ketchup, maionese...vedo la voce di bilancio di spese sanitarie in aumento. Poi fuori piove, una buona scusa per non andare a correre. Lo so che penserete che sono uno snob controcorrente che pensa di essere migliore degli altri. Guardate la questione sotto queste prospettiva, diciamo che vedo le cose diversamente. E' vorrei essere libero di farlo. Se poi posso dare qualche buon consiglio, ben venga, no? Insomma basta uscire, andare al supermercato-tutti pagano con carta di credito perche' non hanno gia' piu' soldi-e vedere quanto siamo per nulla informati sul piano nutrizionale e la frase , non ho niente in casa, e' il miglior slogan consumistico degli ultimi 30 anni. Io stamattina sono andato a correre, nonostante la pioggia, poi ho aperto il frigo e avevo una zucchina e dei peperoni , un pomodoro e una cipolla. Nella dispensa avevo dei rigatoni. Ero ricco. Pasta alle verdure in men che non si dica. Finita l'acqua minerale, ho preso un po' di acqua di rubinetto, l'ho fatta bollire e ho dato un occhiata alle spezie. Ci ho messo dentro zenzero e cannella. Al termine un po' di te' verde ed ecco che la bevanda per la mattinata era bella che pronta. Non ho niente in casa , beh, non ditelo piu', parola del nemico giurato di multinazionali farmaceutiche e consumi alimentari che soddisfano e poco il momento lasciandoti il fegato a picco e la voglia di fare l'amore per le terre.
Ps: ci ho messo meno di 10 minuti per scrivere questo pezzo. Piu' economico di cosi...
Ps: ci ho messo meno di 10 minuti per scrivere questo pezzo. Piu' economico di cosi...
sabato 26 settembre 2015
Amatriciana vegetariana , bicicletta....vivere sharing
Quella del risparmio e dell'economia che per molti secondo un trito luogo comune provinciale coinciderebbe con la taccagneria o con la collocazione del canto settimo della divina commedia di Dante, non e' in realta' altro se non buon senso. Per esempio quanti di noi utilizzano al meglio le proprie scorte alimentari? Quanti le consumano piu' o meno tutte e non sono invece costretti a buttar alimenti perche' vanno a male inquanto non si riescono a consumare prima che marciscano, perche' magari hai voglia d'altro? Quasi tutti. Ecco io oggi per esempio avevo un casa due zucchine e una melanzana, delle uova e spaghetti, perche' fare la spesa, quindi quando potevo cucinarmi una bella amatriciana vegetariana con tanto di rondelle di zucchina e tocchetti di melanzane messi a soffriggere con cipolla e aglio per poi amalgamare tutto insieme a due rossi d'uova con gli spaghetti appena tirati fuori dall'acqua di bollitura? Ecco dovremmo avere questo atteggiamento, in barba a chi crede secondo la vulgata liberista piu' becera, che spendere faccia circolare piu'denaro. Spendere fa guadagnare chi vende, ecco tutto. Il quale, in Italia, se puo' evade. Ed ecco che il teorema di cui sopra va a farsi soffriggere.
Capitolo due del pezzo di oggi: mezzi di trasporto. Una bicicletta tipo mountain bike sena ammortizzatori che per strade sterrate non troppo accidentate e asfaltate poco trafficate ma anche per le trafficate, costa al massimo 129 euro. Io ne ho una da cinque anni. Vado regolarmente al lavoro in bicicletta, tranne quando le condizioni atmosferiche lo sconsigliano, in bicicletta faccio la spesa mettendo tutto dentro uno zainetto a tracolla, faccio sport in bicicletta perche' rispetto alla corsa e' meno traumatica per articolazioni e schiena. Non inquino, resto magro, mangio con appetito e dormo meglio. Per non parlare della ginnastica da letto. Magari e' normale ma rispetto a quando non usavo la bici e' stupefacente.
Capitolo tre, vivere sharing. Questo termine indica la condivisione di mezzi e risorse, molto usato per vetture in compartecipazione, che consentono l'abbattimento dei costi di gestione e soddisfano il servizio li dove e quando occorre. Sharing vuol dire, anche, per esempio , dare le proprie cose e vestiti in esubero a vicini di casa che ne abbiano bisogno. Sharing puo' voler dire che se esco a fare la spesa a mi serve qualcosa chiedo ai miei vicini se vogliono qualcosa per loro. Ma tutto cio', oltre che risparmio di denaro e tempo implica il concetto di fiducia reciproca. Ci sono popoli che anche se non si fidano utilizzano il concetto di mutuo aiuto a fini utilitaristici. Noi italiani invece prosciugheremmo ogni nostro risparmio per comprarci un suv che riusciamo a pagare a stento e tiriamo fuori dal garage solo quando vengono i parenti la domenica.
Capitolo due del pezzo di oggi: mezzi di trasporto. Una bicicletta tipo mountain bike sena ammortizzatori che per strade sterrate non troppo accidentate e asfaltate poco trafficate ma anche per le trafficate, costa al massimo 129 euro. Io ne ho una da cinque anni. Vado regolarmente al lavoro in bicicletta, tranne quando le condizioni atmosferiche lo sconsigliano, in bicicletta faccio la spesa mettendo tutto dentro uno zainetto a tracolla, faccio sport in bicicletta perche' rispetto alla corsa e' meno traumatica per articolazioni e schiena. Non inquino, resto magro, mangio con appetito e dormo meglio. Per non parlare della ginnastica da letto. Magari e' normale ma rispetto a quando non usavo la bici e' stupefacente.
Capitolo tre, vivere sharing. Questo termine indica la condivisione di mezzi e risorse, molto usato per vetture in compartecipazione, che consentono l'abbattimento dei costi di gestione e soddisfano il servizio li dove e quando occorre. Sharing vuol dire, anche, per esempio , dare le proprie cose e vestiti in esubero a vicini di casa che ne abbiano bisogno. Sharing puo' voler dire che se esco a fare la spesa a mi serve qualcosa chiedo ai miei vicini se vogliono qualcosa per loro. Ma tutto cio', oltre che risparmio di denaro e tempo implica il concetto di fiducia reciproca. Ci sono popoli che anche se non si fidano utilizzano il concetto di mutuo aiuto a fini utilitaristici. Noi italiani invece prosciugheremmo ogni nostro risparmio per comprarci un suv che riusciamo a pagare a stento e tiriamo fuori dal garage solo quando vengono i parenti la domenica.
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